Venerdì 28 agosto, il Murrayfield Stadium di Edimburgo ha accolto i Bon Jovi per il primo appuntamento europeo del Forever Tour 2026
Dopo sette anni di attesa i Bon Jovi sono finalmente tornati a suonare in Europa. E lo hanno fatto nel modo migliore per una band che conosce bene il proprio pubblico: davanti a uno stadio sold-out con più di 60.000 persone, con una scaletta rivista rispetto alle date americane e con alcune delle canzoni più amate dai fan.
Jon, ha sfoggiato un nuovo look perfettamente coerente con la sua estetica da palco: una giacca militare blu navy in stile military rock, con richiami alle uniformi ottocentesche e napoleoniche, reinterpretati in chiave glam-rock. Bottoni dorati, spalline decorate, collo alto e dettagli ornamentali hanno aggiunto un elemento scenografico ulteriore a un’immagine ormai consolidata. Invece Phil X ed Everett Bradley hanno invece scelto un omaggio esplicito alla Scozia, presentandosi sul palco in kilt.
Un elemento rende particolare la scelta di Edimburgo come apertura europea: erano ben 13 anni dall’ultima apparizione dei Bon Jovi in Scozia (Glasgow 3 luglio 2013) e 15 anni dall’ultima volta al Murrayfield Stadium (22 giugno 2011).
Una scaletta pensata per l’Europa
Lo show si è aperto con With A Little Help From My Friends, la rilettura del classico dei Beatles già utilizzata per dare il via alla prima data del tour al Madison Square Garden, seguita da Beautiful Drug una canzone molto sentita con un significato particolare per Jon Bon Jovi.
A metà concerto è arrivata la prima grande sorpresa della serata: These Days, riportando sul palco uno dei brani più amati dai fan europei. La canzone, title track dell’album del 1995, non veniva eseguita dal vivo dal 2019. Non è casuale che Jon abbia sottolineato il rapporto particolare dell’album con il pubblico europeo, ricordando come These Days abbia avuto un successo maggiore nel Regno Unito rispetto agli Stati Uniti fin dal tour del 1995.
Infatti un’altra sorpresa ancora più inattesa, che ha mandato in visibilio il pubblico è stato il ritorno di Hey God dopo ben 13 anni!
Per trovare l’ultima esecuzione live della canzone bisogna tornare addirittura al 22 Maggio 2013 a Bergen, Norvegia. E c’è un curioso collegamento del nostro BJCI proprio con quella precedente esecuzione: termine di Hey God nel 2013 Jon Bon Jovi ha regalato il suo tambourine al nostro presidente. Un oggetto che oggi fa parte della memorabilia del Bon Jovi Club Italia e che, come molti fan hanno già avuto modo di vedere, è spesso protagonista degli eventi del Club (per il prossimo evento… stay tuned!).
A chiudere la parte principale dello show è arrivata Keep the Faith, con David Bryan ancora una volta protagonista assoluto nei momenti strumentali. Il tastierista ha dominato la scena durante il lungo momento musicale legato al brano, confermando quella presenza scenica che da sempre rappresenta uno degli elementi distintivi degli show dei Bon Jovi.
Poi è arrivato il primo encore: I’ll Be There for You, Wanted Dead or Alive e Bad Medicine. Su Bad Medicine Jon ha dato spazio a Everett Bradley al microfono e in seguito è sceso a salutare il pubblico della prima fila.
Sembrava il finale perfetto, ma serata aveva ancora un’ultima sorpresa: Always.
Una scelta che ha chiuso una serata già particolarmente ricca di riferimenti agli anni Novanta e che ha completato un trittico di sorprese — These Days, Hey God e Always — che difficilmente sarebbe potuto passare inosservato agli occhi dei fan storici.
In totale, 22 brani per uno show durato circa due ore e mezza, secondo la setlist registrata al termine del concerto.
Il significato della serata va però oltre la scaletta: Edimburgo è stato infatti il primo concerto in uno stadio dei Bon Jovi dal 2019.
Dopo i palazzetti, affrontare nuovamente uno stadio europeo rappresentava un altro passaggio importante nel percorso che ha riportato Jon Bon Jovi alla dimensione live.
E proprio la voce di Jon era inevitabilmente uno degli elementi più osservati della serata.
La differenza rispetto alle ultime apparizioni precedenti al percorso di riabilitazione è evidente. Non avrebbe senso aspettarsi che una voce che ha attraversato un intervento alle corde vocali nel 2022 torni semplicemente a essere quella degli anni Novanta. Il parametro corretto è un altro: quanto Jon sia oggi in grado di affrontare un intero concerto, sostenuto dalla band e dalle armonizzazioni, con una voce progressivamente più sicura.
Da questo punto di vista, Edimburgo ha offerto ulteriori segnali positivi.
Il lavoro vocale che Jon ha affrontato negli ultimi anni continua a dare risultati e, soprattutto, sul palco è apparso evidente quanto il cantante sia ormai dentro una nuova fase del proprio percorso. Nessuno si aspetta una macchina del tempo capace di riportarlo al 1986 o al 1995. Ma il Jon Bon Jovi visto a Edinburgo è un cantante che può tornare a stare su un palco davanti a decine di migliaia di persone e portare avanti uno show completo, dando le emozioni che solo uno dei più grandi frontman al mondo può dare al suo pubblico.
Ed è probabilmente questo il vero significato del Forever Tour.
Dopo Edimburgo, il Forever Tour prosegue immediatamente verso Dublino, dove domani sera, 30 agosto, la band sarà sul palco del Croke Park. Poi sarà la volta di Londra, con le tre date già previste a Wembley il 4, 6 e 9 settembre.