L’attesa è finita. Nella serata del 5 giugno, Jon Bon Jovi è finalmente tornato a esibirsi dal vivo in occasione di “Music America: The Songs that Shaped Us”, il grande evento organizzato presso l’OceanFirst Bank Center della Monmouth University nel New Jersey per celebrare i 250 anni degli Stati Uniti attraverso la musica che ne ha raccontato la storia.
Per i fan dei Bon Jovi, l’appuntamento aveva un significato particolare. Si trattava infatti della prima apparizione live di rilievo di Jon prima dell’attesissimo Forever Tour, che prenderà il via il prossimo mese con una serie di concerti al Madison Square Garden di New York. Un’occasione importante per rivederlo sul palco e ascoltarlo affrontare alcuni grandi classici della musica americana.
La manifestazione, organizzata come anteprima dell’inaugurazione ufficiale del Bruce Springsteen Center for American Music, prevista per il 7 giugno, ha riunito artisti provenienti da mondi musicali diversi in un viaggio attraverso le canzoni che hanno contribuito a definire l’identità culturale degli Stati Uniti.
Tra i protagonisti della seconda serata figuravano Bruce Springsteen, Jon Bon Jovi, Nils Lofgren, Jackson Browne, Sheryl Crow, Gary Clark Jr., Public Enemy, Darlene Love e molti altri, accompagnati dalla house band guidata da Stevie Van Zandt, i Disciples of Soul.
Jon ha regalato al pubblico due momenti particolarmente significativi. Il primo è stato l’esecuzione di “Johnny B. Goode”, l’immortale classico di Chuck Berry. Non poteva esserci scelta più appropriata per una manifestazione dedicata alle canzoni che hanno plasmato la storia della musica americana: pubblicata nel 1958, la canzone è considerata una delle fondamenta del rock and roll moderno e ha influenzato generazioni di musicisti, compresi gli stessi Bon Jovi.
Successivamente Jon è tornato sul palco insieme a Nils Lofgren per interpretare “Rockin’ in the Free World”, il celebre brano di Neil Young pubblicato nel 1989. Nel corso degli anni la canzone è diventata uno degli inni rock più riconoscibili e uno dei pezzi più frequentemente utilizzati nelle grandi jam collettive e negli eventi celebrativi. La presenza di Lofgren, storico membro della E Street Band di Bruce Springsteen, ha reso la performance ancora più speciale.
Come riportato da Rolling Stone, la serata è stata caratterizzata da numerose collaborazioni tra gli artisti presenti. Bruce Springsteen è apparso più volte durante lo spettacolo, eseguendo omaggi a Elvis Presley, Bob Dylan ed Eddie Floyd, partecipando a una serie di duetti che hanno trasformato l’evento in una vera celebrazione della musica americana.
Nel finale dello show, Jon Bon Jovi è tornato nuovamente sul palco insieme a molti degli artisti presenti per una grande jam collettiva sulle note di “Raise Your Hand” di Eddie Floyd e “I Don’t Want to Go Home” di Southside Johnny & The Asbury Jukes, uno dei momenti più coinvolgenti della serata. A condividere il palco con lui c’erano, tra gli altri, Bruce Springsteen, Jackson Browne e i Public Enemy.
L’evento si è concluso con Bruce Springsteen da solo sul palco per una toccante interpretazione di “Land of Hope and Dreams”, unico brano originale eseguito dal Boss durante le due serate della manifestazione.
Per i fan dei Bon Jovi, però, il momento più atteso era senza dubbio il ritorno di Jon davanti al pubblico. Dopo mesi di attesa e in vista del Forever Tour, queste esibizioni rappresentano un importante segnale e un primo assaggio di ciò che potrebbe aspettarci nelle prossime settimane.
