Il momento che milioni di fan aspettavano da anni è finalmente arrivato.

Martedì 7 luglio i Bon Jovi sono tornati sul palco del Madison Square Garden di New York per la prima delle nove date sold out che compongono la residency americana del Forever Tour 2026. Non si è trattato soltanto dell’inizio di una tournée: è stato il punto di arrivo di un percorso lungo e difficile che, per un periodo, aveva persino fatto temere che Jon Bon Jovi potesse non tornare più ad esibirsi dal vivo.

Poche ore prima dello show, Jon aveva condiviso sui canali social della band un messaggio semplice ma significativo:

A lot of hard work and talented people helped get us here.. Thank you to everyone who had a hand in building the Forever Tour. Now it’s our turn to do what we do best. Let’s do it boys!!

Dietro quelle parole c’erano quattro anni di attesa, un intervento alle corde vocali nel 2022, una lunga riabilitazione e il sostegno costante di compagni di band che non hanno mai smesso di credere nel ritorno del loro frontman.

E quando le luci del Madison Square Garden si sono spente, il significato di questa nuova avventura è apparso chiaro fin dalle prime note.

L’apertura è stata affidata a With A Little Help From My Friends, classico dei Beatles proposto nella celebre versione resa immortale da Joe Cocker. Una scelta non casuale. I fan più attenti ricorderanno che il brano era già apparso durante lo storico An Evening With Bon Jovi, ma questa volta il suo significato sembrava ancora più profondo. Dopo anni di difficoltà, Jon Bon Jovi è tornato sul palco proprio grazie all’aiuto dei suoi amici: la band, il team che ha lavorato al tour e soprattutto il pubblico che non ha mai smesso di sostenerlo.

Cosa faresti se cantassi stonando?
Ti alzeresti e mi lasceresti da solo?
Prestami orecchio e ti canterò una canzone
E cercherò di essere intonato.
Oh, ci riesco con un piccolo aiuto dai miei amici
Arrivo in alto con un piccolo aiuto dai miei amici
ci proverò con un piccolo aiuto dei miei amici

— Traduzione di With A Little Help Of My Friends

Da lì in avanti il concerto ha alternato sapientemente passato e presente. La prima parte della serata ha dato spazio ai brani più recenti del catalogo della band, con Beautiful Drug, Lost Highway, Who Says You Can’t Go Home, Legendary e Living Proof, confermando la volontà dei Bon Jovi di guardare avanti senza vivere soltanto di nostalgia.

Ma è stato quando sono arrivati i grandi classici che il Madison Square Garden è letteralmente esploso.

You Give Love A Bad Name e Born To Be My Baby hanno acceso definitivamente il pubblico, mentre nella parte finale dello show sono arrivati alcuni dei momenti più attesi della serata con It’s My Life, Livin’ On A Prayer, Lay Your Hands On Me e Blood On Blood.

Tra le sorprese della scaletta spicca anche In These Arms, brano amatissimo dai fan e non semplice da affrontare dal punto di vista vocale. La sua presenza ha rappresentato un ulteriore segnale della fiducia ritrovata da Jon e della volontà di riportare sul palco canzoni che molti ritenevano ormai difficili da riproporre dal vivo.

Naturalmente gran parte dell’attenzione era rivolta proprio alla voce di Jon Bon Jovi. Fin dall’annuncio del tour, molti si chiedevano se il cantante avrebbe mantenuto la promessa fatta negli ultimi anni: tornare soltanto quando si fosse sentito davvero pronto.

La risposta è arrivata dal palco.

Nessuno si aspettava una macchina del tempo capace di riportare il cantante agli anni Ottanta o Novanta, e probabilmente non era nemmeno questo l’obiettivo. Ciò che è emerso chiaramente durante la serata è stata una voce sensibilmente più solida rispetto alle ultime apparizioni del 2022, sostenuta da una band compatta e da armonizzazioni vocali che hanno valorizzato l’intera esibizione.

Anche il pubblico ha avuto un ruolo fondamentale. Un fan presente alla serata ha raccontato sui social:

La band ha sostenuto parecchio Jon dal punto di vista vocale, ma lui ha fatto comunque un ottimo lavoro. E, a dire il vero, non aveva nemmeno bisogno di cantare tutto: il pubblico cantava ogni singola parola. Si vedeva quanto fosse felice e grato.

Forse è proprio questa l’immagine che meglio riassume la prima notte del Forever Tour.

Durante il concerto Jon ha confessato alla platea:

Non sentivo il boato di un pubblico da quattro anni e non sapevo se mi sarei ricordato cosa si prova.

Ha poi ringraziato i fan definendosi profondamente grato e commosso per il sostegno ricevuto.

Parole che richiamano quanto dichiarato poche settimane fa alla rivista People, quando aveva definito questo ritorno una vera e propria “rinascita“. Dopo anni trascorsi tra interventi chirurgici, esercizi vocali e riabilitazione, il leader dei Bon Jovi aveva spiegato di sentirsi finalmente completamente recuperato e pronto a tornare a fare ciò che ama di più.

La prima serata del Madison Square Garden non ha rappresentato la fine di quel percorso, ma l’inizio di un nuovo capitolo.

Nei prossimi giorni la band tornerà altre otto volte sul palco della storica arena newyorkese prima di attraversare l’Atlantico per le attesissime date europee di Edimburgo, Dublino e Londra. Per i fan del Vecchio Continente si tratta di un appuntamento ancora più speciale, considerando che l’ultimo tour europeo dei Bon Jovi risale ormai al 2019.

Per una notte, però, il futuro ha potuto aspettare.

Il 7 luglio 2026 resterà soprattutto il giorno in cui i Bon Jovi sono tornati davvero.

Setlist completa

Altri video della prima data al MSG