Le canzoni di Bon Jovi 2020, il prossimo ambizioso album, non sono decisamente qualcosa di scritto nelle camere d’albergo o viaggiando tra una data e l’altra di un Tour, ma piuttosto sono dichiarazioni evocative e perspicaci dei tempi folli in cui viviamo. Mentre il nuovo disco, prodotto sempre da John Shanks, contiene certamente qualche inno rock e le ballad che hanno ispirato i fan per oltre 30 anni, Jon Bon Jovi riflette anche sull’essere genitori e sulla famiglia (“Story Of Love”) e, forse ancora più importante , spinge se stesso e gli ascoltatori con canzoni provocatorie su argomenti come i suicidi dei veterani di guerra (“Unbroken”) e le continue sparatorie negli USA (“Lower The Flag”) che riflettono le problematiche di oggi.

Bon Jovi 2020 sarà sicuramente un’aggiunta di grande impatto al classico canone dei Bon Jovi delle ultime due decadi e la prova di un artista che continua a evolversi come cantautore e essere umano e dare un seguito a This House is Not For Sale.

I fan sembra davvero abbiano capito per intero il tema e il concetto di This House is Not For Sale.

Si. L’hanno capito. Sapevano esattamente cosa significassero le canzoni. Ho potuto suonare sette o otto brani del disco nel corso del tour. Potevamo suonare qualsiasi cosa di THINFS e si adattava perfettamente alla setlist insieme al catalogo delle nostre hits.

Per l’uscita di un nuovo disco i Bon Jovi andavano subito in Tour in USA, con THINFS subito due mesi nel 2017. Ora le cose potrebbero essere differenti, i Bon Jovi si possono permettere varie alternative di Tour.

Per quanto riguarda i piani futuri per il nuovo disco “Bon Jovi 2020” hai intenzione di fare subito un tour promozionale?

Ad essere sincero non ho ancora preso la decisione. Ci sono diverse tipologie di Tour di fronte a me da considerare. Devo vedere come mi sento fisicamente, quindi dovrò parlare con la band per vedere come si sentono loro. E francamente mi piacerebbe vedere la reazione al disco. Se viene percepito come un altro disco dei Bon Jovi, ottimo, va bene, è quello che è, ma se è qualcosa di speciale posso permettermi di aspettare e non dover uscire immediatamente a caccia di singoli. Potrei anche essere in grado di aspettare e supportarlo più avanti nel corso dell’anno.

Inoltre questo Tour sarà in un anno elettorale e certe persone si aspettano che tu sia una voce, ma a volte devi solo uscire e suonare il rock and roll. C’è un sacco di cose da portare in tournée in un anno elettorale, specialmente quando l’anno prossimo diventerà un “circo”, amico. Ho detto a Irving (Tour Manager) che glielo farò sapere a Natale. Non mi sto occupando di alcuna campagna politica. Voglio solo vedere la reazione al disco e come si sentono tutti. La motivazione deve essere puramente che siamo entusiasti di andare in Tour noi stessi, non per nessun altro o altri motivi.

Se la reazione è in un certo modo, sarai entusiasta di andare in Tour.

Sono stati presentati vari progetti. C’è un Tour nelle Arene (Palazzetti indoor) che è stata presentata, c’è anche un Tour negli Stadi di football e baseball che è stata pianificata, ma la mia decisione si baserà sul successo e su come verrà recepito il disco. In verità, siamo il tipo di band che se abbiamo un singolo di successo come “It’s My Life” o “Who Says You Can’t Go Home” possiamo fare gli stadi, in caso differente o dipende dalla reazione del pubblico potremmo fare il tutto esaurito nelle Arene. Quindi, se “The Story of Love” entra in grande stile,  che in teoria potrebbe, non si può dire che non potrei fare subito gli stadi. Dipende da cosa abbiamo voglia di fare.

Non ci resta che aspettare l’uscita del singolo e dell’album e poi le decisoni della band.

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