Jon si divide ormai da quasi 20 anni tra Rockstar e filantropo, ha scritto il singolo per il nuovo documentario “To Be of Service” sui veterani che soffrono di PTSD (Post Traumatic Social Disorder) e sugli animali, in questo caso i cani di servizio che li aiutano a guarire.

Unbroken è stata proposta in tutti gli Stati Uniti per il Veterans Day (11 novembre), dalle cerimonie dei corpi dell’esercito, alle trasmissioni e speciali TV, fino agli stadi in cui si giocavano le partite della NFL. Jon e’ stato ospite alla cermonia della United States Military Academy di West Point NY e tra le avarie attività, anche negli studi della CBS.

“Poteva essere un compito difficile perché io non ho fatto il servizio militare” ha dichiarato Jon su “CBS This Morning” lunedi 11/11/2019, spiegando che ha scritto  l’inno attraverso gli occhi di un soldato.

“Devi essere onesto se hai intenzione di assumere un compito come questo, e devi essere sincero quando scrivi una canzone come Unbroken, in modo che uomini e donne che hanno svolto il servizio militare possano sentirsi orgogliosi quando sentono questa canzone. Quindi ho parlato prima con il regista e mi ha dato alcune linee da seguire, mi ha detto alcuni aneddoti che i soldati avevano raccontato durante le riprese del film “To Be Of Service”

Una parte del testo recita : “E’ da 18 mesi ormai che sono tornato negli Stati Uniti / Con questa medaglia sul mio petto / Ma ci sono cose che non riesco a ricordare / E ci sono cose che non dimenticherò / Mi sveglio la notte / Con sogni che il diavolo non dovrebbe vedere / Voglio urlare, ma non riesco a respirare / E, Cristo, sto sudando attraverso queste lenzuola / Dove sono i miei fratelli? / Dov’è il mio paese? / Dov’è la mia normalità?”

Leggi tutto il testo e la traduzione di Unbroken

Gayle King , il conduttore della CBS ha spiegato che una cosa che gli ha aperto gli occhi mentre guardava il film “To Be Of Service” era il fatto che “..22 persone al giorno veterani di guerra muoiono per suicidio. Ma la cosa che mi ha fatto immergere ancora di piu’ nel documentario e mi ha fatto riflettere è che tutti i veterani presenti hanno detto che avrebbero fatto di nuovo il servizio e onorato il paese. È quello che hai detto anche nella tua canzone alla fine”

 

Jon ha affermato di voler infondere un senso di speranza e positività tra i veterani:

“Stavo cercando di trovare speranza alla fine della canzone, e pensare che ognuno di questi uomini e donne ha detto che avrebbero fatto di nuovo tutto mi ha fatto riflettere. Quando fai una canzone di solito la finisci con il ritornello, in questo caso il loro messaggio è stato così potente che mentre la stavamo registrando abbiamo detto di no, questa è la fine della canzone. Il viaggio finisce qui, con la positività “.

“Once we were boys and we were strangers/ Now we’re brothers and we’re men / Someday you’ll ask me “Was it worth it / To be of service in the end? / Well, the blessing and the curse is / Yeah, I’d do it all again”

Tutti i proventi dei downloads verranno devoluti alla Patriotic Service Dog Foundation, l’organizzazione fornisce cani di servizio altamente qualificati ai veterani senza alcun costo per loro.

Il co-conduttore Tony Dokoupil ha chiesto a Jon: “Pensi che il governo stia facendo abbastanza per i nostri veterani?”

Jon: “Beh, penso che stiano facendo il loro meglio per affrontare questo problema, sia che l’addestramento dei cani sia svolto correttamente, sia per tutti gli altri supporti per i veterani. La mia educazione ed esperienza, ovviamente, è solo alla prima pagina del libro. Ma ciò a cui sono stato portato a credere è che il Congresso abbia iniziato un nuovo percorso per cercare di far passare un disegno di legge in modo che il Governo lo possa sostenere.”

Jon è figlio di genitori che hanno fatto i Marines e gli è sempre stato detto che il servizio miltare per l’educazione di se stessi e per gli altri dovrebbe essere fondamentale:

“Mia madre e mio papà si sono incontrati nel Corpo dei Marines, che penso sia abbastanza conosciuto. Mia madre era in Marina e non aveva paura del campo di addestramento”, ha detto. “Il servizio è stato sempre importante; i miei genitori ce lo hanno insegnato. E anche se io non ho svolto il servizio, io e miei tre migliori amici – eravamo in quattro al liceo – abbiamo ricevuto tutti la telefonata. Io all’epoca avevo la convinzione che avrei fatto quello che ho fatto, e ora mi sto rendendo utile come posso cercando di farlo al meglio; Gli altri tre ragazzi si unirono alla Marina. Ecco da dove veniamo”.

Jon Bon Jovi ha donato 1 milione di dollari alle vittime dell’uragano Katrina e la sua fondazione la JBJ Soul Foundation ha collaborato con Help USA con circa mezzo milione di dollari per aiutare a costruire e sostenere gli appartamenti Walter Reed Veteran, 77 unità abitative a prezzi accessibili per i veterani in difficoltà.

Jon: “Nell’edifico oltre a una casa, i veterani possono ottenere qualsiasi tipo di consulenza medica e legale, ci sono inoltre opportunità di corsi di studio ed inserimenti nel mondo del lavoro”

King rivolgendosi a Jon: “Penso che la filantropia sia il tuo secondo nome, hai il gene che vuoi restituire e vuoi aiutare le persone.”

Jon:  “Non ho bisogno che gli scienziati trovino la cura in questi casi! Ci vuole un po ‘di denaro, molto sudore, ed è quello che facciamo anche con la JBJ Soul Kitchen e i vari progetti della JBJ Soul Foundation “

Sul nuovo album “Bon Jovi: 2020” Jon ha ribadito che si tratta di un disco socialmente consapevole, non di una posizione politica, e King ha chiesto: “Qual è la differenza?”

Jon: “Non prendo posizione. Ci sono canzoni in questo prossimo disco che parlano di pistole e armi, dell’aria che si respira a Washington, ci sono appunto soldati con PTSD. È un disco molto diverso da ‘You Give Love a Bad Name.’ Ma non e’ schierarsi politicamente. Perché guarda, abbiamo tutti diritto alle nostre opinioni, giusto? Ecco cos’è l’America, dovremmo governare tutti insieme e rappresentare gli americani tutti insieme. Penso che questo disco possa rappresentare in qualche modo questa situazione attuale. Ma è ovvio di cosa sto parlando. “

Il film documentario “To Be of Service” è attualmente in streaming su Netflix.

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